Brigate rosse: il passato che non passa

Collana:

16,00 

Esaurito

In uscita a febbraio 2025

Gli ex membri delle Brigate rosse Renato Curcio, Mario Moretti, Lauro Azzolini e Pierluigi Zuffada, sono accusati a vario titolo per la sparatoria che il 5 giugno del 1975 provocò la morte dell’appuntato dei carabinieri Giovanni D’Alfonso e il ferimento di un secondo milite dell’Arma, davanti alla Cascina Spiotta nel Monferrato. Nello scontro a fuoco morì anche Margherita Cagol, fondatrice delle Brigate rosse, uccisa, secondo la versione dei suoi compagni, quando era già a terra ferita e con le mani alzate. Il giorno precedente i brigatisti avevano rapito per autofinanziarsi il magnate dello spumante Vallarino Gancia che venne nascosto alla Spiotta, base che erroneamente i brigatisti ritenevano sicura.

A quasi cinquant’anni di distanza, aggirando la prescrizione dei reati, la magistratura ha riaperto le indagini. Nella sparatoria un secondo brigatista riuscì a fuggire e la sua identità non venne mai accertata, nonostante per quei fatti si fosse tenuto un processo che portò alla condanna del brigatista Massimo Maraschi e una inchiesta che vide il proscioglimento finale di Angelo Basone e Lauro Azzolini. Delle circostanze che portarono alla morte della Cagol invece non si occupò mai nessuno. Disinteresse confermato anche da questa nuova indagine.

Paolo Persichetti ricercatore indipendente, ha insegnato Sociologia politica presso l’Università di Paris VIII. Tra
i suoi libri Il nemico inconfessabile (1999) e La Révolution et l’Ètat (2020), entrambi con Oreste Scalzone. Tra i più recenti: Brigate rosse. Dalle fabbriche alla campagna di primavera (2017), con Marco Clementi ed Elisa Santalena e La polizia della storia. La fabbrica delle fake news nell’affaire Moro (2022). Gestisce il blog «Insorgenze».

Esaurito

Spedizioni veloci

Corriere affidabile e puntuale

Supporto vendite

Chiamaci +39 339 407 2781

Pagamenti sicuri

Anche con carta tramite Paypal