Flavio Costantini.

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Frutto di un decennio di amicizia tra Flavio Costantini e Roberto Farina, questo volume ripercorre attraverso dialoghi e memorie la vita e le opere del pittore che negli anni Sessanta e Settanta è stato una bandiera della cultura libertaria, prima di isolarsi in un piccolo borgo della riviera ligure. Dalla sua voce ripercorriamo le suggestioni che hanno ispirato il gesto artistico. Ma non solo: come spesso accade nei libri di Farina, il momento dell’incontro diventa racconto, in un gioco di specchi che fa rivivere le opere e i loro protagonisti. Si viaggia quindi nel tempo. Jules Bonnot aspetta l’attacco della Guardia repubblicana, dell’esercito, della polizia e di decine di cittadini accorsi con mazze e fucili per dargli la caccia. Ravachol dà fuoco alle polveri. Emile Henry, una bomba nella blusa, beve una birra al Caffè Terminus. Michail Bakunin sale stanco le scale della Baronata. Gaetano Bresci pianta tre proiettili nel petto del re. Sacco e Vanzetti, dolenti e orgogliosi, nel giorno della loro condanna a morte posano per i fotografi. Nestor Makhno ci fissa imperturbabile da uno dei suoi carri da combattimento. Alexandre Marius Jacob sorridendo svaligia cattedrali, gioiellerie e salotti borghesi. Una galleria di rivoluzionari di professione, ma anche di irregolari relegati ai margini della storia, elevati da Costantini alla statura di eroi tragici, simboli di una rivolta ora evoluta, ora brutale, sempre libertaria.

Roberto Farina (Milano, 1973), scrittore e curatore di rassegne artistiche, per Milieu edizioni ha scritto: I dolori del giovane Paz e Giandante X. Da una sua conversazione con Onorina Brambilla Pesce è nato Il pane bianco. Memorie di una partigiana.

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